Altrove

Io motociclista mi ritrovo questo video tra le mani. E a vederlo mi fa venire voglia di andarmene gironzolando ancora un po’, anzi riprendere a gironzolare.

Perchè sti svedesi lanciano un macchina nuova, la Saab 9-3X con milleeuno novità tecniche (trazione integrale, bioppwer e compagnia bella…) poi però ti spiegano per benino che con questa macchina puoi davvero andare dappertutto e allora via di minisito. E li, puoi addirittura vincere un weekend.

Ma un attimo. Recap: andando sul sito si può condividere con gli altri utenti la strada su cui sentiamo il piacere della guida fuori dai sentieri tradizionali, indicando punti di partenza, punti di arrivo, tappe etc… Si può anche sbirciare tra gli itinerari proposti da Saab, nel caso fossimo a corto di idee. Per finire, gli svedesi previdenti, ci danno anche la possibilità di partecipare alla creazione di un’ applicazione iPhone.

Dovevo scriverci due righe su, perchè a vedere sto video qui mi è venuta una gran voglia di ripartire.

Quale cinema italiano…perdinci!

il-grande-sogno

Volli, sempre volli e fortissimamente volli un film diverso da questo. Perchè da Michele Placido, pugliese e di origini contadine come me, mai mi sarei aspettata un film sulla contestazione giovanile nel ’68.

A Roma fanno capolino ad ogni angolo lo sguardo bello e impossibile di Argentero, la Trinca ammiccante nelle sue (sole?) pose da ragazza contestatrice e profonda, e in ultimo il bello (e bravo) Scamarcio (ad ora penso sia l’unico dei tre protagonisti che abbia mai studiato recitazione in vita sua).

IL GRANDE SOGNO come il grande freddo, entrambe memorie di un passato in cui si aveva voce, coraggio, vitalità nei confronti del cambiamento? Per carità, non sono una critica cinematografica e le mie conoscenze in materia di film si arrestano molto prima del poter concretamente trovare un parallelismo tra questo film e molti altri già usciti, già famosi etc…

Ma davvero non mi è chiaro il motivo per cui Placido si sia fatto sfuggire l’opportunità di dare un taglio alternativo alla storia. E’ vero: la mia analisi è troppo prematura e spero di scoprire, dopo aver visto il film, che è anche sbagliata. Però da Placido non me lo aspettavo davvero: uno che nella vita reale è stato un poliziotto; uno che sapeva di quei proletari la cui via d’uscita da una realtà stagnante era rappresentata dall’ingresso nelle forze dell’ordine,e con questo l’allontanamento dalla propria terra d’origine (povera); uno di quei personaggi tanto amati da Pasolini e  invece tanto odiati da Sartre, schierato con i figli ricchi della borghesia lagnosi nei confronti dei poteri (ma il loro genitori non erano gli stessi poteri forti contro i quali si lagnavano? boh).

Placido ha fatto pendere l’ago della bilancia dei suoi ricordi a favore della contestazione dei ricchi, che affascinano il proletario-poliziotto protagonista della storia.

Ripeto: spero che il film mi meravigli, che il personaggio di Scamarcio abbia la rivincita su quello della Trinca e di Argentero. Perchè vorrei che per una volta si parlasse di quelli che non contestavano perchè in quelle aule non potevano entrarci e non perchè non vedessaro la degenerazione del tempo. Che si parlasse in tono romantico di loro che non conoscevano la musica rock ma sorridevano con Sanremo e carosello. E che poi hanno continuato ad essere operai, ad esplodere in ritardo (quando schiacciati definitiavamente dalla borghesia ricca degli anni ’80)  e ad avere a loro volta figli operai. Magari accantonando l’iteresse e il fascino che ancora si prova per questi eletti lagnosi che poi hanno goduto di titoli altisonanti avvprofdott, tra case al mare, in collina e in città.

citando in ultimo David che cita a sua volta Battiato

…le barricate in piazza le fai per conto della borghesia che crea falsi miti di progresso…

ah…MEDUSACINEMA  ha cancellato il mio commento “critico” al trailer su youtube…che tristezza:(

!Stay Tuned!

Sogno di una notte di mezza estate

Vorrei che la Chanel 2.55 fosse mia.Vorrei per questo motivo avere più soldi e comprarmela liberamente, sfoggiandola con cotanta grazie e piacere primordiale che quasi quasi mi permetterebbe di sollevarmi da terra.  Certo che se  fossi ricca e con lo stesso matto desiderio del “bello”, allora quella borsa l’avrei già e adesso starei a pensare a tutte le altre cose possibile al mondo.

Forse la soluzione me la può dare la persona che mi sono scelta, David, a cui mando un appello disperato oltreoceano.

Affinchè gli ricapiti la fortuna sfacciata di trovare per terra, lungo le strade newyorkesi, qualcosa di favolosamente caro e che questa volta sia la suddetta borsa.

E se ciò non dovesse succedere allora che tu capiti in un posto magico e sognante come solo un negozio di borse può essere. E che tu abbia l’illuminazione divina e la carta di credito a disposizione: e che tu me la compri.

Io ti giuro devozione, già dimostrata in tre anni di fedeltà coronata da tanto di matrimonio.

Altrimenti comprerò un biglietto della lotteria (come si faceva una volta) e al massimo la affitterò per una settimana:)

!Stay Tuned!

Dove…direi che non sono comune…

Da qualche giorno ho notato le iniziative di Dove Minimising, CosiComeSei.

Lo potrei dire come di Berlusconi: io non mi sento rappresentata.

Piuttosto è mooolto ben rappresentato lo stereotipo della ragazza romana: quella che sorride sempre, che indossa vestiti colorati e dai tessuti leggeri, che ha un nome delicato e soave.

Ho banalizzato, lo so. Il vero problema è nella comunicazione. Sembra che essere su Twitter, lasciarci sbirciare le foto, declinare tutto in qualsiasi social network la mente umana abbia inventato e dipingere anche il lato umano delle ragazze (come se non ce ne fosse abbastanza in rete di lato umano) beh, sembra che fare tutto questo sia la risposta totale e definitiva ad una comunicazione tra pari che possa definirsi riuscita.

Allora: dato che i peli sotto le ascelle crescono a tutte, ok. Però se devi fare il figo con la comunicazione tra “normali” allora chiama MariaConcetta di Rossano Calabro, Luisa di Bra, Giovanna di Matera e Teresa di Conegliano, piuttosto che l’account che ha venduto il progetto a Dove. Altrimenti preferisco sorbirmi Afef o Sharon Stone o chicchessia,  rendendo vera ancora una volta la regola per cui,  se utilizzo Dove Minimising allora lo spirito di Afef o di Sharon Stone o chi per loro si scatena in me.

Di accomunarmi a Gaia, Beatrice, Sofia e Monica ne faccio volentieri a meno.

A quel punto preferisco restare Marilena di Polignano a Mare che quando ha i peli sotto le ascelle va dall’estetista, così almeno si fa pure una sana chiacchierata:)

!Stay tuned!

Intrattenimento nei miei tempi moderni

I giochi d’abilità mi ricordano tanto mio padre: da piccoli ci riempiva casa di libri e libricini che ne contenevano a bizzeffe e così potevamo permetterci sani scontri casalinghi tra fratelli.

Nel 2009 è  d’obbligo evitare lo spreco di carta , nonchè  allargare i nostri orizzonti ben oltre il confronto familiare. I giochi online di Lottomatica!! Great! Che ha sul suo sito una sezione nuova di zecca, Skill Club, interamente dedicata ai giochi di abilità online.  E ce ne sono a bizzeffe anche li, almeno quanti ne portava a casa mio padre: i giochi di parole, i rompicapo, giochi di strategia e chi più ne ha più ne metta. E’ palese che il mio giudizio è deviato dalla favolosa madeleine proustiana, ma c’è da dire che i giochi di abilità hanno sempre il loro fascino, ancora di più se mi regalano 10 minuti di intrattenimento intelligente ora che il tempo lo passo molto più in ufficio che altrove :(

word link stuff

word link stuff

Mi sono fatta un avatar da strafiga (quale sono) e credo di aver scoperto parole delle quali neppure conoscevo l’esistenza con Word Link.

Ok, ci lavorerò su.

!Stay Tuned!

Io e il maiale nel Gennargentu

Andare in Sardegna e non in Costa Smeralda per scoprire mille cose che da meridionale hai già sotto pelle ma che a vederle ti stupiscono sempre. Il mare innocente dell’Ogliastra e la desolazione romantica dei paesi abbandonati tra il Gennargentu; andare a passo d’uomo su per le strade sterrate perchè un maiale selvatico ti attraversa la strada, e attraversare un ex paese di minatori nell’Iglesiente che 15 anni fa faceva 12.000 lavoratori ( più relative famiglie) mentre adesso ha solo 500 abitanti di cui tutti pensionati.

Sono tornata con la Leica di David che ha partorito belle foto, il mio Nokia E65 che ne ha caricate altre e poi un cumulo di odori nella mia testa, occhi rossi per il vento e il sole sulla moto.

Poca abbronzatura, sigh:(Io, David e il cavallo bianco

Diario di una quarta per caso…O_o

Ho l’angoscia! I fatti sono:

- ho caldo

- voglio andare al mare

- mi serve un costume nuovo

Ogni anno mi riduco a ricerche affannose e disperate che si concludono con trofei fatti di nulla. Da buona meridionale, ho un corpo morbido…eheheh:) Sembra strano ma è praticamente impossibile trovare qualcosa di almeno indossabile in un paese tendenzialmente zeppo di donne dai corpi morbidi, fuck!!

La ricerca perciò è un’ossessione!!!

Finirò (ovviamente) nei negozietti di corsetteria & co., quelli piccoli e angusti, ma che non ti deludono mai…altro che yamamay, calzedonia, oysho e compagnia bella. Nei sopracitati negozi aspetterò il mio turno dopo le signore che chiedono le calze graduate per combattere la circolazione maligna. Poi, quando finalmente arriverà il mio turno, mi arrenderò al camerino 1 metro x 1 metro…ed ovviamente suderò :(

Dimenticavo…per ottere un risultato decente, ripeterò questo procedimento per circa 4/5 volte.

Di grazia, perchè nessuno mai si degna di fermare questa tragedia???Perchè nessuno fa dei costumi che anche noialtre morbidose possiamo indossare?

Sennò mi toccherà prepararmi ai giorni dell’acquisto mare,oddio,  nemmeno partecipassi al triathlon O_o

!Stay Tuned!

GGD@APPLE STORE

Ho partecipato a tutti gli eventi GGD che si sono tenuti a Roma. E questo di domani presso l’Apple Store non avrei potuto perdermelo:)

Perciò ringrazio le ragazze dell’opportunità che mi hanno dato: un workshop con esperti Apple in un posto che profuma di mela ;) non è cosa da tutti i giorni.

!Stay tuned!

Non è solo questione di modus vivendi

Stamattina ero più assonnata del solito: niente colazione, inutile fila alle poste già alle 8.30, poi un’ora di autobus e neppure una nuvola in cielo. Arrivo a due passi dal mio ufficio, all’ultimo semaforo prima del traggitto finale e davanti a me si consuma una di quelle scene ormai troppo frequenti in città ad alto tasso di traffico urbano, come è Roma. Semaforo verde, un uomo in motorino con la foga di andare (dove poi?) si imbufalisce e impreca contro una signora che attraversa la strada. La donna, giustamente imbarazzata, continua per la sua strada supportando ad alta voce la sua tesi di un mondo visibilmente peggiorato sul versante comportamentale.

Desolante.

Perchè si è deciso che un semaforo verde di uno è più importante di un semaforo verde dell’altro? Cioè, quando i diritti sono uguali per i soggetti coinvolti nel fatto, come si decide chi dei due deve avere la meglio?

Perchè sono state autorizzate le parolacce contro le donne?

Perchè le donne non hanno più voglia di far valere i loro diritti di genere?

Perchè è così difficile ammettere i propri errori, lasciare che uno abbia la meglio restando con un sorriso sulle labbra?

La ripetitività di questi argomenti mi sfianca. Il fatto che siano diventati tali mi rattirsta.

!Stay tuned!

Le donne vengono da venere…si si!

al servizio dell'esteticaLo scorso fine settimana mi ha sottoposto a una full immersion al femminile: ho avuto a che fare con due donne che hanno qualcosa di eccezionale e cioè la passione per quello che fanno. Una passione sfrenata che le fa eccellere e che le rende assolutamente speciali: quando le conosci resti a bocca aperta dinanzi a ciò che sono capaci di fare.

Sabato finisco a cena con una disegnatrice di accessori di alta moda: scarpe, borse et similia. Quando me la sono ritrovata davanti con delle scarpe bellissime costate almeno 700 euro, ho avuto un sussulto di gioia: si prospettava una cena a captare segreti e immagazzinarli per sfoggiarli poi nella mia vita quotidiana, dinanzi a persone comuni che veste in modo comune. Mi sono presto resa conto che, ahimè, lei era davvero anni luce avanti e che io sarò ancora per un po’ una persona comune che veste in modo comune. A quella cena ho mangiato poco e non perchè non ci fosse di che gozzovigliare, ma davanti a me si sono aperti mondi fantastici che parlavano di pellami, materiali, ricerca sulle forme, mercatini e artigiani, bellezza, dedizione,  passione, creatività.

Poi domenica vado alla casa del jazz, ci sono i Quintorigo con la nuova formazione e io non li ho ancora sentiti e in più si festeggia io compleanno della struttura, con un’intera giornata dedicata a Charles Mingus. E cosa scopro? Che la nuova componente del gruppo è una donna che ha da poco passato i 40, con addosso un vestito nero di dubbio gusto ma, cavolo, con una voce e una presenza scenica da far dimenticare il resto. Si è diplomata al Conservatorio e poi, dato che le restava del tempo libero, ha deciso di studiare anche all’Accademia di Arte Drammatica di Bologna e via. il concerto è durato circa un’ora e mezza e basta ascoltare un attimo Mingus per capire l’entità dell’impegno di questa donna. Beh, dopo circa 15 minuti dall’inizio sembrava già che i musicisti fossero spariti dal palco e che ci fosse solo lei a pompare emozioni dal diaframma.

Da entrambi gli eventi ne sono uscita ubriaca.

!Stay tuned!